sabato, aprile 04, 2009
Ricompaio dopo un tempo infinito, soprattutto per una che era solita scrivere il blog anche più volte al giorno, ma le cose nella vita cambiano e questo è un bene. La mia vita negli ultimi due anni è cambiata proprio tanto, così tanto che questo blog ormai mi sembra desueto. Sono io, mi riconosco, ricordo ogni dettaglio, ma ora è tutto diverso. Prima c'ero io al centro del mio mondo, con le mie passioni e i miei interessi, tutto il resto era contorno, adesso sono una mamma e per definizione una mamma non è il centro del proprio mondo, almeno non nel modo in cui io intendo l'essere mamma. Ora c'è mia figlia, la mia famiglia. Lei viene prima di me, viene prima dei miei interessi, delle mie passioni, del mio lavoro. E per quanto mi sforzi mi viene male traformare questo blog, nato come diario personale di una giovane donna in carriera, single, indipendente e ambiziosa, in quello di una mamma vecchio stile, che allatta ancora sua figlia di 16 mesi, che non l'ha mai lasciata da quando è nata e che non intende farlo ancora per un po'. Ma sono sempre io. Io che cresco e mi evolvo e imparo e cambio idea e mi riconfermo. Allora forse ha senso chiudere questo blog, stampare tutto e tenere le cassetto le pagine che hanno documentato gli anni più intensi ed interessanti della mia vita e aprirne un altro, che incarni meglio questa nuova fase, più complessa e più ricca. Ecco, in questi giorni sto proprio ragionando su questo. Ci si sente a breve dunque, con una nuova veste, più adatta, più mia, più vera. Au revoir.
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sabato, novembre 22, 2008
Eccomi eh. Non sono del tutto sparita. E' che anche io oltre alle normali cose da fare sono stata risucchiata da facebook che mi toglie quasi tutto il tempo che prima dedicavo al blog. Ma ci sono, non chiudo, resto.Penso ad una cosa che vaga la pena d'essere scritta e torno.
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lunedì, ottobre 20, 2008

Le associazioni per la tutela dell'allattamento contro il latte cinese

Pubblichiamo la lettera di Adriano Cattaneo - epidemiologo dell'Ospedale Burlo Garofolo di Trieste e presidente di Ibfan Italia - sulla vicenda del latte cinese...

Ibfan Italia e, prima di essa, la Rete Italiana Boicottaggio Nestlè si sono sempre battute per la protezione dell'allattamento al seno e contro la pressione commerciale esercitata dai produttori di latte artificiale per diffondere l'uso dei sostituti del latte materno. Proprio per questo non possiamo stare zitti di fronte allo scandalo del latte artificiale contaminato da melamina. Vogliamo offrire al pubblico le seguenti considerazioni "fuori dal coro".

Condanniamo senza ombra di dubbio:

· I fornitori di materia prima per l'industria del latte artificiale, probabilmente i responsabili primari dell'aggiunta di melamina per far sembrare il loro latte ricco di quelle proteine che potrebbe non aver avuto in origine, o che potrebbero essere state sottratte dal latte per essere vendute per altri scopi, più profittevoli. Approfittiamo per far notare che il mercato di questa materia prima è globale, e non c'è quindi da stupirsi se un latte contaminato da melamina è stato usato in Cina anche da altri produttori e per altri prodotti derivati del latte, e se ha passato i confini della Cina per essere usato in altri paesi. Solo a titolo di esempio, la ditta neozelandese Fonterra (vedi sotto) fornisce materia prima anche alla Nestlè e alla Wyeth, due note produttrici di alimenti per l'infanzia (e non solo, nel caso della Nestlè). Probabilmente, o forse sicuramente, la materia prima neozelandese non è contaminata da melamina, ma è importante sapere che la provenienza dei vari ingredienti dei latti artificiali è globale.

· La ditta cinese Sanlu, e la neozelandese Fonterra che della Sanlu possiede oltre il 40% delle azioni, per non aver controllato la filiera dei fornitori e la catena di produzione, ed aver così permesso ad un latte artificiale (e a chissà quanti altri prodotti derivati del latte) contaminato da una sostanza pericolosa per la salute di essere immesso sul mercato in grande quantità. Le due ditte sono ancor più responsabili, visto che le prime segnalazioni degli effetti negativi sulla salute di quel latte artificiale risalgono al 2007, con qualche certezza in più sulle cause della malattia nel Marzo del 2008, e con la certezza assoluta all'inizio di Agosto, in coincidenza con l'inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. Aver tenuto la notizia nascosta è un atto criminale. Ma ricordiamo che anche la Nestlè, nel 2005, tenne nascosta per mesi la notizia che il suo latte artificiale era contaminato da Isopropil Tio Xanhone (ITX). Tutto il mondo è paese.

· Il governo cinese, non solo per aver contribuito, con Sanlu e Fonterra, a tenere nascosta la notizia (e forse costretto Sanlu e Fonterra a tenerla nascosta), ma anche per non aver applicato attraverso i suoi ministeri i dovuti controlli di qualità su tutto il ciclo produttivo. Inoltre, come vedremo tra poco, condanniamo il governo cinese per non aver protetto come doveva, e come si è impegnato a fare votando nel 2002 a favore della Strategia Globale per l'Alimentazione dei Lattanti e dei Bambini dell'OMS, l'allattamento al seno. Ma anche in questo caso tutto il mondo è paese.

Siamo di conseguenza solidali con le vittime della contaminazione e con le loro famiglie, probabilmente povere (anche in Cina i ricchi sono meno soggetti alle conseguenze del libero mercato). Sono decine di migliaia i bambini colpiti, migliaia probabilmente quelli colpiti in modo grave, quattro finora i morti notificati. Ma potrebbero essere di più: qualche decina? Sono tanti, ma sono molto meno dei bambini che si ammalano e muoiono perché non sono allattati al seno e sono quindi alimentati con latte artificiale "sano", non contaminato da melamina o da altre sostanze chimiche o da batteri come l'Enterobacter sakazakii (responsabile di decessi in Belgio e Francia negli ultimi anni) o la Salmonella kedougou (latti artificiali della ditta Sanutri confiscati in Spagna nell'Agosto 2008 dopo aver infettato una trentina di bambini). Secondo l'Unicef (State of the World Children, 2008), in Cina nascono circa 17,5 milioni di bambini l'anno; oltre 415.000 muoiono prima dei 5 anni d'età; di questi, quasi 350.000 prima di compiere un anno. Sempre secondo l'Unicef, i bambini allattati esclusivamente al seno nei primi 6 mesi sono circa il 50%; secondo il Ministero della Salute cinese, tra le famiglie povere questa percentuale scende al 38% (era il 62% nel 2000). Circa il 10% dei bambini cinesi soffre di denutrizione moderata o grave. Nelle aree rurali oltre il 30% della popolazione non ha accesso ad acqua potabile. Secondo fonti autorevoli come il Lancet potrebbero essere attribuite alla mancanza di allattamento al seno, e quindi al latte artificiale, il 13% delle morti sotto i 5 anni: stiamo parlando di una cifra che si aggira attorno ai 50.000 morti l'anno. Questi decessi, in maggioranza per diarrea e polmonite, non sono che la punta dell'iceberg; sono milioni i casi di malattia per mancato allattamento al seno, centinaia di migliaia i casi gravi.

Ci allarmiamo, giustamente, per i molti bambini ammalati ed i pochi morti da latte artificiale con melamina, al punto da mettere sotto accusa addirittura tutto il sistema produttivo cinese (mentre nessuno s'è sognato di mettere sotto accusa l'intero sistema produttivo italiano per il latte all'ITX o quello spagnolo per il latte alla salmonella). Non ci allarmiamo, invece, per i 50.000 morti l'anno ed i milioni di bambini ammalati da latte artificiale senza melamina. Con'è possibile che siamo diventati così ciechi! Possibili spiegazioni:

· Che in Cina le donne lavorino 12 ore al giorno, 6 giorni la settimana, senza nessuna protezione, meno che meno per allattare i propri figli (in realtà l'unico figlio che è loro permesso avere), conviene ai nostri investitori in quel paese. Conviene anche a noi consumatori, possiamo acquistare prodotti a basso prezzo.

· Che in Cina succeda quanto sopra conviene anche alle multinazionali dell'alimentazione infantile. Più donne con difficoltà ad allattare vuol dire più donne ben disposte nei confronti del marketing dei sostituti del latte materno.

Le multinazionali di cui sopra, Nestlè e Danone in testa, imitate dai concorrenti locali, Sanlu in testa, hanno trovato in Cina il bengodi. Mercato immenso e deregolato, o regolabile a piacere, nel quale possono violare senza ostacoli, con la compiacenza del governo, il Codice Internazionale OMS/Unicef sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno. Possono donare latte artificiale agli ospedali, per indurli all'uso; possono inondare sistema sanitario e media di pubblicità diretta e indiretta; possono fare regali, di piccolo e di grande valore, agli operatori sanitari per conquistarne la riconoscenza; possono regalare cd musicali ai clienti più fedeli; possono usare false asserzioni quali "rende vostro figlio più intelligente" o "aiuta a costruire il suo sistema immunitario" per vendere di più. Diminuisce di conseguenza l'allattamento al seno; aumentano morte e malattia. E noi zitti. Ci svegliamo solo quando un incidente alla melamina interrompe la "normalità" dei quotidiani attentati contro il latte materno e dei conseguenti 50.000 mila morti l'anno. In Cina. Nel mondo ben oltre un milione.

Approfondimenti:
www.ibfanitalia.org


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lunedì, ottobre 13, 2008
Il latte per il biberon di un bambino costa circa 14 euro la settimana.
Ogni anno nascono in Italia poco più di 500.000 bambini.
Se ognuno fosse allattato una settimana in più, qualcuno perderebbe 7 milioni di euro.
Se ognuno fosse allattato un mese di più, qualcuno perderebbe 28 milioni di euro.
E se tutti fossero allattati al seno in maniera esclusiva fino a 6 mesi? 

(Carlos Gonzales, Il ruolo del personale sanitario e il Codice OMS
2000)
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mercoledì, ottobre 08, 2008
Accipicchia è una vita e mezzo che non scrivo, ma tra Emilia e casa da sistemare il tempo è davvero poco. Oltretutto ormai Emilia sente visibilmente la mancanza di suo padre, quando non c'è, innervosendosi e non volendo mai dormire, quindi quando siamo sole il tempo è pari a zero. Sulla questione vasino abbiamo fatto enormi progressi. Ormai la cacca la fa esclusivamente lì, la pipì diciamo metà nel vasino e metà nel pannolino. Ormai c'è un reciproca comunicazione molto chiara sul fatto di dover fare cacca. Quando dico in giro che Emilia fa cacca nel vasetto la maggior parte delle persone sgrana gli occhi dandole del fenomeno paranormale, io invece ho capio che è la cosa più normale del mondo e che se i bambini si fanno la cacca addosso fino a tre anni è solo perchè noi genitori in qualche modo, lasciamo loro intendere che quella sia la normalità. I bambini non amano farsela addosso, questo è ovvio. A noi son bastati pochissimi giorni per capire questo. Emilia molto velocemente si è resa conto che farla nel vasino è molto meno fastidioso e alla velocità della luce, nel SUO interesse -non nel mio- ha iniziato a farsi capire alla perfezione quando le scappa e in ogni caso a non farla finchè non le è stato tolto il pannolino. Del resto, c'è qualcuno di noi,  sano di mente, a cui piacerebbe farsela nelle mutande e magari tenersela anche un po' lì? Io credo di aver iniziato con Emilia anche relativamente tardi, io credo che da quando i bambini riescono a stare seduti -c'è chi sostiene addirittura dalla nascita ma io di questo non sono convinta- si possa tranquillamente inziare a prendere questa abitudine, che in realtà altro non è che  la più naturale delle scelte. Io non demonizzo il pannolino, lo trovo comodo e pratico, la trovo anche intelligente come soluzione -farne integralmente a meno, in un mondo civilizzato come il nostro, mi pare tutt'ora un eccesso fanatico e inutile- ma trovo sbagliato non offrire al proprio figlio la possibilità di sperimentare un'alternativa prima dei due o tre anni, età in cui è realmente tardi, l'abitudine al pannolino è ormai  profondamente radicata e il desiderio dei genitori di toglierlo può essere traumatico, controproducente e allungare i tempi oltremodo. Io trovo che noi i figli tendiamo a prenderli un po' per scemi, un po' per incapaci, quando non sono affatto né l'uno né l'altro. Vanno semplicemente ascoltati e va data loro la possibilità di esprimersi come possono, prima che li aiuti la parola. Per il resto Emilia ormai da qualche giorno parlotta a modo suo, dice una specie di "mamma", accarezza giocattoli e persone dicendo "ao ao" che vuol dire "caro caro", fa il verso della mucca e prova a ripetere tutti i suoni che sente, più o meno goffamente. Ha due denti, mangia da sola le cose fatte a pezzetti e sgranocchia i biscotti. La notte continua a svegliarsi un paio di volte per poppare, ma tra un mesetto introdurremo, prima della ninna, un biberon di latte vaccino -ora beve un biberon di latte in polvere- che forse l'aiuterà a dormire meglio. Se così dovesse essere la metteremo finalmente a dormire in camera sua.
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venerdì, settembre 19, 2008
Non Conventional Mama

Come forse è intuibile per chi mi osserva, non sono esattamente la più convenzionale delle mamme. E questo mio non essere convenzionale mi porta a spingermi verso realtà che restano ignote ai più, intorno al mondo dei bambini piccoli e dell'essere genitori. Proprio questa mia curiosità -nel tentativo sempre di fare il meglio per Emilia- ho gestito l'allattamento -che continua- e ancora di più lo svezzamento in un modo forse nuovo (o forse antico). Prediligendo gli assaggi di cibo nostro alle pappe, non prendendo neanche in considerazione gli omogeneizzati e le robe pronte per l'infanzia. Non imponendole mai il cibo al posto del latte, anzi, ancora adesso ci sono giorni che preferisce ciucciare piuttosto che mangiare e si va di tetta.  Quello che ci interessa è educarla ai nuovi sapori, insegnarle a mangiare, aiutarla a costruire un buon rapporto col cibo non che mandi giù qualcosa tanto per farlo e per ingrassare. Ho un moto di rabbia quando sento mamme che riempiono i biberon di carne, verdure, pappe varie pur di farle mandare giù, fa niente se non si rende conto di quel che ingurgita, l'importante è che cresca. Non è questo il concetto corretto dello svezzamento. Emilia mangia col cucchiaio aiutata da me o con le sue mani, beve acqua dal bicchiere, il biberon, se lo vuole, serve solo per il latte. Non beve succhi per bambini, tisane o altro. Quando non ne vuole più basta, non si fa in modo che finisca il piatto, se ha ancora un posticino nello stomaco sgranocchia un biscotto oppure tetta. Ovviamente il cibo non è l'unico fatto educativo importante di questo periodo. C'è il sonno, la coccola, il gioco, la pipì e la cacca e quindi i pannolini. Ed è sui pannolini che sto scoprendo mondi sconosciuti. Avevo già parlato dei lavabili, idea che mi stuzzica, mai del tutto abbandonata, ma non ancora intrapresa. La nostra vita un po' nomade non è l'ideale per girare, oltre a tutto quanto, con una trentina di pannolini lavabili al seguito, che ovviamente vanno lavati e stesi. Ora potrei, ma in questo la vince un po' la pigrizia ad essere sincera. Anche perchè in realtà, a questo punto, forse faccio prima a toglierlo il pannolino piuttosto che passare al lavabile, idea ancora più gustosa, a dirla tutta, perchè non solo ecologica, ma anche educativa. Ho scoperto che ci sono mamme che il pannolino non lo usano proprio, dalla nascita. E non parlo di terzo mondo, dove è più o meno intuibile, ci sono anche in Italia, anche se ovviamente si tratta di una ristretta minoranza. E qua secondo me siamo al fanatismo bello e buono. Ho conosciuto mamme completamente esaurite perchè passano le giornate e soprattutto le nottate a cambiare i bambini, incerate, lenzuola, girare materassi perchè i bimbi ovviamente se la fanno addosso. Io sinceramente mi chiedo a che pro. E se uno prova ad obiettare dicendo magari che non è una cattiva idea togliere il pannolino anche precocemente qualche ora al giorno e vedere se si azzecca ad andare sul vasino al momento giusto così che poi lo "spannolinamento" sia più rapido e naturale e che però non c'è niente di male nell'usare un pannolino -magari lavabile, perché no- di notte in modo che la mamma se le viene bene dorma anche un po', viene bollato come uno sporco consumista bastardo fascista che non ama i suoi figli. Noi ci stiamo provando ad usare il vasino e per ora va alla grande. Per ora più che altro è un gioco e io mi auguro che giocando pian piano si abitui ad associare il vasino al bisogno di fare cacca e pipì, come in parte già sta facendo. Per il resto Emilia porta il pannolino e tendezialmente la notte dormiamo tutti. Ora però, frequentando anche queste bande di fricchettoni che si tengno in figli tutto il giorno addosso nella fascia -cosa bella e giusta ma faticosa assai, io non l'ho mai fatto- e fanno fare pipì nel water dalla nascita, son venuta a conoscenza di un libro di un'autrice che, studiando i nativi americani, tratta il concetto di   continuum, cioè dell'opportuna non separazione mamma/bimbo e altre cose del genere. L'ho ordinato su BOL, son sicura ci siano da fare considerazioni interessanti. Attendo fiduciosa.
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sabato, settembre 13, 2008
Questo è un periodo molto intenso. La casa da mettere in piedi, Emilia che cresce velocemente, noi che cambiamo, ci evolviamo, cresciamo tutti insieme. Roma è bellissima, più di sempre. E' accogliente e calda, è come una mamma che anche se sei stato via tanto tempo ti ama come prima o forse di più e tu che torni ti domandi come hai fatto a star lontanto tanto tempo. Emilia è una gioia, più grande ogni giorno che passa. Ora che capisce tutto quello che le si dice e nelle reazioni mostra il suo carattere, mite e deciso, ora che se la becchi nel momento giusto e le chiedi come fa la mucca lei risponde "mmmm", ora che ha i suoi gusti a tavola, che magari alla sua minestra preferisce la pasta al pesto. Da qualche giorno fa la cacca nel vasino, la qual cosa, a causa del rincoglionimento genitoriale, rappresenta un motivo di festa infinito. Quindi da qualche giorno il momento della cacca qui in casa è un momento di divertimento estremo. Per rincoglionimento genitoriale, dicevo, ma anche perchè a questa età è tutto  importante, ogni piccola cosa vissuta bene adesso è un tassello ben messo nel mosaico del suo futuro, il che vuol dire serenità. Ed io non voglio altro dalla vita che la serenità di mia figlia. Non voglio proteggerla troppo, non voglio evitarle dolori o rotture di scatole, voglio però fornirle i mezzi per affrontare tutto con buon senso. Non mi sento pronta a seprarami da lei, per adesso, neanche per poche ore. Non so se lei starebbe bene anche senza di me -parlo sempre di ore, non di più- ma io di sicuro starei male. Il cordone ombelicale è ancora intatto. Io capisco sempre di cosa ha bisogno -fame, sete, sonno, tetta, pipì, cacca, coccola- e il pensiero che non venga capita in mia assenza non mi fa stare tranquilla. Qualcuno ogni tanto me lo dice, che è ora di abituarci a stare anche un po' separate, ma io non ci credo neanche tanto. Io credo che anche in questo caso si debba assecondare le sensazioni e basta. Il mio istinto per ora mi dice di tenermela attaccata ancora, infondo non ha neanche un anno. Ce ne sarà di tempo per stare lontane, non credo che un allontanamento precoce giovi a chicchessia. Fa solo soffrire. E invece in questa fase Emilia deve solo stare tranquilla e serena. Un giorno se lo ritroverà.
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martedì, settembre 02, 2008
Emilia si incanta letteralmente davanti al dvd del concerto di Claudio Baglioni che abbiamo fatto noi. Sarà che l'abbiamo montato mentre era nella pancia e così deve esserselo sentito fino all'assuefazione. 
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domenica, agosto 31, 2008
Siamo a casa nostra. E' tutto bello e caldo e accogliente. Emilia da quando siamo qua ha ripreso a dormire normalmente come ha sempre fatto, forse anche lei si sente a suo agio in questa casa . Siamo senza cucina, ma va bene lo stesso. A più tardi.
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lunedì, agosto 25, 2008

Eccoci qua. Più o meno rientrati da questo lungo periodo estivo, in pieno trasloco a casa nuova, casa bellissima, casa nostra che più nostra non si può.  Casa che ci assomiglia e ci fagocita. Non mi è mai capitato di stare così bene in casa da non voler mai uscire. Davvero una bella sensazione.

Emilia è cresciuta ed è cambiata tanto. Mangia tutto, eccezione fatta per il pesce che non le ho ancora proposto, così come l'uovo e il latte di vacca di grande quantità. L'altro giorno si è mangiata le trenette al pesto e le ha apprezzate parecchio. Sono davvero contenta di non averle mai dati neanche un omogeneizzato o altre diavolerie pere l'infanzia. Mangia cibo normale e beve acqua, si fa capire perfettamente quando ha fame o sete. E' ancora allattata spesso e volentieri. Quando vuol ciucciare mi tira la maglietta o si appoggia al petto e poppa. Senza regola alcuna, poppa quando le va e quando se ne ricorda. La notte si sveglia spesso adesso, non so se per via dei denti -ne è spuntato uno e un altro è in arrivo- o semplicemente per una paura tipica di quest'epoca -mi dicono gli esperti- di essere lasciata sola. A volte quando si sveglia ciuccia, a volte le basta esser presa in braccio per ricrollare all'istante. Se la mettiamo fra noi nel letto dorme bene invece, quindi credo che adesso, per un periodo, ce la terremo, come abbiamo fatto quando era appena nata. Se ha bisogno di vicinanza di mamma e papà e rassicurazione ovviamente le avrà.

Duccio ed io ogni giorno siamo sempre più grati e felici di questo dono immenso che abbiamo avuto.

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